Introduzione
______________________________
• Introduzione [XI-X]
¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯
_____
NOTE
¯¯¯¯¯
[1] S. Maggiorelli, ‹Dialogo sull’arte, intervista allo psichiatra Domenico Fargnoli›, in D. Fargnoli, ‹Arte senza memoria›, Carlo Cambi editore, Siena 2007.[2] M. Fagioli, ‹Religione ragione e LIBERTÀ. Lezioni 2009›, L’Asino d’oro edizioni, Roma 2014, pp. 59-60.
[3] D. Fargnoli, ‹La danza del drago giallo›, Titivillus, Pisa 2003, pp. 72-73.
[4] In un’intervista uscita postuma su “Les Nouvelles littéraires” il 28 giugno 1984, M. Foucault afferma: «Heidegger è sempre stato per me il filosofo fondamentale. L’intera mia evoluzione filosofica è stata determinata dalla mia lettura di Heidegger».
[5] M. Fagioli, ‹Bologna 1980. Realtà umana dell’artista e opera d’arte›, in “Il sogno della farfalla”, 4, 2001, pp. 5-11.
________________
TERMINI-CHIAVE
¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯
• alienazione• anaffettività (visione schizoide e anaffettiva)
• Analisi collettiva
• annullamento
• antropologia
• arte concettuale
• artistar
• capitalismo
• ‹Cave art›
• Costituzione (Carta costituzionale)
• creatività
• critica (critica d’arte)
• degenerazione (arte degenerata)
• deregulation
• distruttività
• esistenzialismo (Heidegger, Foucault)
• fantasia
• fantasticheria
• genialità
• ‹homo oeconomicus›
• ‹Homo sapiens›
• iconoclastia
• identità (identità sociale)
• ideologia (ideologie)
• linguaggio
• ‹logos›
• mainstream
• Minimal art
• monoteismo
• nazista (nazisti)
• neoliberismo
• New dada
• Op art
• ossimoro (creatività e pazzia, arte e pazzia)
• Paleolitico
• ‹phonè›
• positivismo (positivisti)
• ‹publica utilitas›
• ragione
• religione
• religiosità (religiosi)
• Resistenza
• sacro
• schizoidia (visione schizoide e anaffettiva)
• teoria della nascita (Massimo Fagioli)
• terapia (prassi terapeutica)
• Transvanguardia
• tycoon
• vitalità (assenza di vitalità)
• ‹Vorstellung›
• wahhabita (fondamentalisti wahhabiti)
__________
TOPONIMI
¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯
• Alabama• Altamira (grotte)
• Bologna
• Chauvet (grotte)
• Chieti (Università di Chieti)
• Delfi
• Indie (di Cristoforo Colombo)
• Italia (il Belpaese)
• Londra
• Medio Oriente
• New York
• Nizza
• Occidente
• Shanghai
______________________________
PERSONAGGI PIÙ O MENO STORICI
¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯
• Agostino• Berlusconi (politico it)
• Colombo (Cristoforo Colombo, navigatore, scopritore delle Americhe)
• Craxi (politico it)
• De Michelis (politico it)
• Duchamp (artista)
• Foucault (filosofo)
• Freud (inventore della psicoanalisi)
• Gogh (Vincent van Gogh, pittore)
• Heidegger (filosofo)
• Klee (Paul Klee, pittore)
• Malevič (artista)
• Marx (filosofo)
• Nordau (Max Nordau)
• Picasso (pittore)
• Pizia (sacerdotessa di Delfi)
• Platone
• Renzi (politico it)
• Senofane
____________________
STUDIOSI CONSULTATI
¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯
• Adonis (poeta siriano)• Clottes (Jean Clottes, esperto di ‘Cave art’)
• Fagioli (Massimo Fagioli, psichiatra)
• Fargnoli (Domenico Fargnoli, psichiatra)
• Jaspers (Karl Jaspers, psichiatra e filosofo)
• Matthiae (Paolo Matthiae, archeologo)
• Montanari (Tomaso Montanari, storico dell’arte)
• Ronchey (Silvia Ronchey, bizantinista)
• Settis (Salvatore Settis, storico dell’arte)
___________
CITAZIONI
¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯
«Nonostante si dicesse che la Terra era piatta e che dopo una certa distanza di centinaia di chilometri ci stava l’abisso e si precipitava, lui [Cristoforo Colombo] decise lo stesso di navigare perché era convinto che invece avrebbe trovato altra terra, sarebbe arrivato nelle Indie. Così fece la follia di navigare per più di due mesi, da agosto a ottobre del 1492, e scoprì un nuovo continente. Be’, questa follia non mi pare che si possa paragonare a quanto è accaduto circa un mese fa in Alabama, dove sono state ammazzate dieci persone» (M. Fagioli, ‹Religione ragione e LIBERTÀ. Lezioni 2009›, 2014).
«Così il percorso dell’arte invece che al pensiero giungeva alla soglia di un territorio sacrale […] [Su questa linea poi si sarebbero mosse] la Transvanguardia, l’arte concettuale, la Minimal art, l’Op art, il New dada. Negli innumerevoli canali in cui, dagli anni Settanta e Ottanta, si è diretta l’attività degli artisti sembra caratterizzarsi per assenza di vitalità, piattezza e astrazione formale» (D. Fargnoli, ‹La danza del drago giallo›, 2003).
«La dimensione che uccide l’artista è, più che l’invidia, la critica d’arte che non dice quello che dovrebbe dire. È l’annullamento, il dichiarare non esistente quello che invece è assolutamente esistente…» (Massimo Fagioli, Nizza 1985; intervento riportato su “Il sogno della farfalla” n. 3/2016 con titolo ‹Artista e identità sociale›).
_____________________
ANNOTAZIONI E SPUNTI
¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯
•[0b·1]• «[…] il linguaggio per antonomasia, [sic!] è sempre stato quello verbale […]»: la virgola tra soggetto e verbo non è necessaria (eliminata).•[ivi]• «Così affermano la storia della filosofia e i tre monoteismi»: qui si potrebbe aprire un discorso enorme; i 3 monoteismi sono infatti detti “religioni del libro” proprio perché, seppur con modalità diverse, tutti e 3 sono fondati sulla rivelazione, diretta o indiretta (tramite figure intermedie quali l’arcangelo Gabriele), da parte del dio; la rivelazione sarebbe ovviamente avvenuta mediante il linguaggio verbale (la ‹phonè› menzionata dalla Maggiorelli), e in seguito messa per iscritto ad opera di solerti scrivani ispirati dal dio stesso. Un dio onnipotente e onnisciente non può che essere anche poliglotta, quindi non stupisce che la rivelazione sia avvenuta ogni volta nella lingua del destinatario. Ciò che tuttavia potrebbe colpire lo storico è che tali rivelazioni siano avvenute esclusivamente in un contesto linguistico in cui la scrittura era ormai “fonetica”, in cui cioè erano state abbandonate le prime notazioni “ideografiche” (i geroglifici egizi e il cuneiforme mesopotamico), notazioni che in qualche modo mantenevano un legame con le immagini percepite. È come se, perduto il legame originario della scrittura con le immagini, si aprisse la strada per un pensiero ed un linguaggio anche verbale più astratto e forse più violento, oppure come se si accentuasse la scissione tra linguaggio della veglia e della coscienza e linguaggio delle immagini (quelle notturne e quelle artistiche), che da questo momento verranno percepite come una minaccia per la vera “identità umana”. Occorre inoltre rilevare che anche la filosofia greca (il “logos”) si sviluppò in un contesto “fonetico”, sviluppando notevoli livelli di astrazione, e senza dubbio questa sua caratteristica ne favorì confluenza e integrazione col monoteismo cristiano. Queste considerazioni sarebbero in accordo con la constatazione che la cultura cinese, che ha mantenuto per millenni la sua base “pittografica”, è associata ancora oggi ad un sostanziale ateismo.
•[ivi]• «[…] con Senofane ostracizzava le figure della mitologia e con Platone condannava la pittura […]»: Senófane di Colofone, (570 – 475 a.e.v.) nacque a Colofone (non lontano da Smirne, attuale Turchia); dimorò a Zancle (l’odierna Messina), ad Elea (nell’attuale provincia di Salerno) e a Catania; è annoverato tra i filosofi “presocratici”. Aristocle (428/427 – 348/347 a.e.v.) figlio di Aristone, meglio noto come Platone, nacque e visse ad Atene, dove conobbe Socrate (470/469 – 399 a.e.v.), fece però anche diversi viaggi in Sicilia, e ad Atene fondò una scuola di filosofia, detta Accademia; convinto assertore della superiorità del discorso orale rispetto a quello scritto, coerentemente (sic!) scrisse (sic!) una quindicina di dialoghi (sic!).
•[0b·11]• «come la perla nasce da un difetto della conchiglia» (Jaspers): ma la perla non viene generata a partire da un detrito che l’animale non riesce ad espellere? Vedi wikipedia (https://it.wikipedia.org/wiki/Perla).
•[0b·14]• Nella nota 4: «Heidegger è sempre stato per [sic!] il filosofo fondamentale» (Foucault); per un evidente refuso, nella citazione è stato omesso un «…me…» necessario per comprendere il senso della frase; cercando in rete, se ne trovano 2 versioni, con o senza virgole: «…è sempre stato, per me, il filosofo…» oppure «…è sempre stato per me il filosofo…», ma qui, poco cambia (corretto con la 2ª versione). Nel testo originale dell’intervista, notiamo inoltre che le 2 frasi che compongono la citazione non sono in realtà consecutive:
_____D. In quello che descrive ha trovato un punto di incontro tra un’esperienza della libertà e della verità. Vi è almeno un filosofo per il quale il rapporto tra la libertà e la verità ha costituito il punto di partenza del pensiero occidentale: Heidegger che, a partire da qui, fonda la possibilità di un discorso a-storico. Se un tempo i suoi punti di riferimento erano Hegel e Marx, adesso è Heidegger?Sicuramente. Heidegger è sempre stato, per me, il filosofo fondamentale. Ho cominciato leggendo Hegel, poi Marx e mi sono messo a leggere Heidegger nel ’51 0 nel ’52; e nel ’53, o nel ’52, non mi ricordo più, ho letto Nietzsche. Conservo ancora gli appunti che avevo preso mentre leggevo Heidegger — ne ho delle montagne! —, e sono molto più importanti di quelli che avevo preso su Hegel o su Marx. Tutto il mio divenire filosofico è stato determinato dalla lettura di Heidegger. Ma riconosco che l’ha spuntata Nietzsche. Non conosco a sufficienza Heidegger, praticamente non conosco né ‹Essere e tempo›, né le cose che sono state pubblicate recentemente. La mia conoscenza di Nietzsche è sicuramente migliore di quella che ho di Heidegger; nondimeno, sono le due esperienze più fondamentali che ho fatto. Probabilmente, se non avessi letto Heidegger, non avrei letto Nietzsche. Avevo provato a leggere Nietzsche negli anni cinquanta, ma Nietzsche da solo non mi diceva nulla. Mentre Nietzsche e Heidegger insieme sono stati uno shock filosofico! Ma non ho mai scritto nulla su Heidegger e su Nietzsche ho scritto solo un breve articolo; tuttavia, sono i due autori che ho letto di più. Credo che sia importante avere alcuni autori con cui si pensa, con cui si lavora, ma su cui non si scrive. Forse un giorno scriverò su di loro, ma, a quel punto, per me non saranno più degli strumenti di pensiero. In sostanza, esistono, per me, tre categorie di filosofi: i filosofi che non conosco, i filosofi che conosco e di cui ho parlato e i filosofi che conosco e di cui non parlo.
Simona Maggiorelli, ‹Attacco all’arte. La bellezza negata›, L’Asino d’oro 2017.
- Prefazione di Tomaso Montanari
¯¯¯¯¯

Nessun commento:
Posta un commento